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lunedì 27 aprile 2026

Revoca anticipata certificati di firma al 29 giugno 2026

Analogamente a quanto già accaduto al 31 dicembre 2025, per un’altra categoria di chip destinati a contenere certificati di firma digitale si rende necessaria la revoca su applicazione del regolamento eIDAS2 (UE) 2024/1183 e dell’art. 35, paragrafo 4 del CAD.

Tale effetto riguarderà I chip di tipo “JSIGN3” (anche abbreviato “JS3), la cui revoca è prevista il 29 giugno 2026.

Dopo tale scadenza, il dispositivo non sarà utilizzabile per firmare ma potrà continuare ad essere utilizzato per l’autenticazione all'accesso dei servizi online quali il Portale dei servizi telematici, l’agenzia delle entrate, l'anagrafe nazionale ecc, e anche per la Consolle, per la sola consultazione dei fascicoli. Viene offerto da Infocamere un servizio di firma remota sostitutivo temporaneo "one-shot", ma al momento tale servizio non risulta compatibile con alcuni software redattori di busta telematica.

Per conoscere il modello del proprio dispositivi di firma si può utilizzare il software di firma in dotazione. Per esempio, in Dike GoSign andare nelle impostazioni, le tue firme, Firma dispositivo, Informazioni dispositivo.

Comunicazione dell’Ordine Avvocati di Pavia

Comunicazione della CCIAA di Torino

lunedì 3 novembre 2025

Revoca certificati di firma al 31 dicembre 2025

Diversi utenti hanno già ricevuto via email avviso del tipo:
“Scadenza certificazione 31/12/2025 e revoca certificato di sottoscrizione”
“Revoca certificati di firma digitale per scadenza certificazione su Cosmo V9”
e simili

Si tratta di comunicazioni veritiere e, purtroppo da interpretare letteralmente, ovvero diversi dispositivi di firma digitale smetteranno di funzionare a fine anno 2025 e l’unico rimedio è quello di acquistare un nuovo supporto con nuovi certificati digitali. Non è necessario sostituire l’intera chiavetta di firma digitale ma solamente la simcard in essa contenuta, anche se in pratica risulta più semplice, anche se maggiormente onerosa, la sostituzione integrale.


Questo intervento si rende necessario per effetto dell’applicazione della norma europea 910/2014 eIDAS e riguarda solamente i chip di tipo “IDEMIA COSMO V9” che risultano inidonei. Si tratta però di chip largamente diffusi e utilizzati da diversi emittenti di certificati di sottoscrizione, tra cui Infocamere.
Per conoscere il modello del proprio dispositivi di firma si può utilizzare il software di firma in dotazione. Per esempio, in Dike GoSign andare nelle impostazioni, le tue firme, Firma dispositivo, Informazioni dispositivo.


Dopo tale scadenza, il dispositivo non sarà utilizzabile per firmare ma potrà continuare ad essere utilizzato per l’autenticazione all'accesso dei servizi online quali il Portale dei servizi telematici, l’agenzia delle entrate, l'anagrafe nazionale ecc, e anche per la Consolle, per la sola consultazione dei fascicoli.


giovedì 15 dicembre 2022

Verifica chiavette di firma da terminale

AGGIORNAMENTO 23/12/2022: Il funzionamento dei dispositivi oggetto di revoca è stato prorogato (notizia Ordine Avvocati Milano).

 

In merito al problema della revoca di taluni dispositivi di firma al 1 gennaio 2023, segnalo in questo breve articolo come verificare se il proprio dispositivo rientra tra qulli soggetti al problema con il terminale del sistema operativo.

MS Windows

Per aprire il terminale di Windows cliccare il tasto Win (quello con la bandierina) insieme al tasto R. Digitare cmd e cliccare Ok.
Il comando da dare, rispettando le maiuscole è: 

certutil -SCInfo

Apple Mac OsX

Il terminale può essere avviato da Finder nella cartella delle Utility che si trova nella cartella delle Applicazioni.
Il comando da dare è:

pcsctest

Al prompt Enter the reader number digitare 1 e invio.

GNU/Linux

All’utente Linux non dovrebbe essere necessario indicare come avviare il terminale.
Il comando da dare, avendo il pacchetto pcsc-tools installato, è:

pcsc_scan

 

In tutti i casi si ottiene un parametro denominato ATR.
La chiavetta sarà revocata a gennaio se l’ATR rientra tra uno dei seguenti:

3BFF1800008131FE45006B11050700012101434E531031804A
3BDF18008131FE7D006B040C0184011101434E53103180FC
3BDF18008131FE7D006B050C0184010001434E53103180EC

Ciò è secondo la fonte DCS: https://dcssrl.it/node/40



venerdì 25 novembre 2022

Dal primo gennaio 2023 alcuni dispositivi di firma digitale non saranno più utilizzabili

Lo comunica l’AgID, Agenzia per l’Italia Digitale.

Ciò dipenderà dal fatto che stanno per essere revocati due sistemi di creazione di certificati di firma digitale da parte dell’agenzia francese ANSSI (Agence nationale de la sécurité des systèmes d’information). Tale società opera nell’ambito del regolamento eIDAS per la certificazione dei dispositivi per la firma elettronica e questa decisione si ripercuoterà su tutti i dispositivi i cui certificati sono stati creati con tali dispositivi e che includono i certificati in revoca nella catena di certificazione.

https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2022/05/24/firma-elettronica-qualificata-dispositivi-revocati


Immagine a solo scopo illustrativo. Non ci si riferisce a questo modello in particolare

 

Per la precisione i dispositivi potrebbero continuare a funzionare ma le firme digitali da essi apposte dopo il 31 dicembre 2022 risulteranno non valide.

Si stima che in Italia esistano circa un milione di dispositivi di firma a rischio, circa un quarto del totale.

Nello specifico i sistemi interessati sono:

• Smart card di tipo Applet ID One Classic v1.01.1 en configuration CNS, Classic ou CIE chargée sur Cosmo v7.0-n Large, Standard et Basic (modes dual ou contact) sur composants NXP T,

• Smart card TS-CNS con chip NXP ASEPCOS-CNS v1.84 in SSCD configuration with patch PL07 on NXP P60D080PVG dual interface microcontroller T.

 

Cosa occorre fare

  • Per prima cosa non sottovalutare eventuali comunicazioni ricevute via email dal proprio fornitore del dispositivo di firma (facendo nel contempo attenzione a potenziali tentativi di phishing che dovessero venire ideati da malintenzionati)
  • Contattare direttamente il proprio fornitore del dispositivo di firma digitale per chiedere informazioni a riguardo
  • Verificare che se i propri certificati di firma digitale includono i certificati revocati nella trust list. Allo scopo si può utilizzare un software di firma digitale, vedi paragrafo seguente
  • Se possibile evitare di trovarsi nella necessità di depositare atti, notificare o firmare digitalmente ad inizio gennaio, eventualmente anticipando le attività
  • Dal 1 gennaio 2023 firmare un documento e sottoporlo alla verifica di software aggiornati (Aruba Sign, Dike Gosign, Postacert, Firma4NG ecc) oppure sul sito di verifica del Notariato: https://vol.ca.notariato.it/it
  • In generale, per prevenire problemi di diversa natura, consiglio di dotarsi di due dispositivi di firma digitale di fornitori diversi e con scadenze sfalsate. Si veda https://gualmini-pct.blogspot.com/2017/04/la-tempesta-quando-scade-la-chiavetta.html

Software per la verifica

I seguenti produttori di software di firma hanno fornito strumenti di verifica. la lista potrebbe essere non esaustiva.

 

Se il proprio dispositivo rientra nel caso qui descritto è necessario provvedere alla sostituzione, o comunque contattare il fornitore per avere indicazioni.

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Copertina del libro Guida pratica alla firma digitaleÈ disponibile su Amazon in forma di ebook e cartaceo il mio libro:

Guida pratica alla FIRMA DIGITALE

Guida passo-passo alla sottoscrizione di atti e documenti. Verifica dell’autenticità di firme e certificati. Giurisprudenza.

https://www.amazon.it/dp/B08PQPNFKW

lunedì 7 dicembre 2020

Libro: Guida pratica alla FIRMA DIGITALE

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Guida pratica alla FIRMA DIGITALE

Guida passo-passo alla sottoscrizione di atti e documenti. Verifica dell’autenticità di firme e certificati. Giurisprudenza.

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Lo scopo primario di questo manuale di guidare il lettore alla firma digitale e illustrare come verificare l’autenticità di una firma apposta su qualunque atto o documento informatico.

Per i professionisti del Diritto costituisce una guida per prevenire eccezioni formali sulla firma di atti o attestazioni di conformità di copie o, se ciò si verifica, rispondere con cognizione di causa.

Questo manuale è rivolto anche agli amministratori societari per porre l’accento sulla criticità della firma digitale, per gli effetti giuridici che possono scaturire da uno scorretto utilizzo dello strumento: esclusione da gare d’appalto per firma inammissibile, utilizzo improprio da parte di collaboratori infedeli, invalidità di lettere di licenziamento, per citare alcuni esempi tratti dalla giurisprudenza.

Vengono fornite in sintesi e con linguaggio comprensibile le conoscenze generali per comprendere la firma digitale, le indicazioni per acquistare gli strumenti necessari, distinguere i differenti tipi di firma. Sono esposte passo-passo le procedure per sottoscrivere digitalmente atti e documenti utilizzando i software di firma disponibili gratuitamente online. Si impara come verificare se un file è correttamente firmato e quali sono gli errori frequenti. Alcune appendici offrono un approfondimento sul funzionamento della firma digitale, una raccolta di giurisprudenza ed un glossario dei termini tecnici.


venerdì 24 maggio 2019

Come verificare la firma digitale ed aprire file P7M


Copertina del libro Guida pratica alla firma digitale
Mio libro sulla firma digitale
Per verificare la firma digitale di un file ed estrarre il contenuto da un file P7M senza installare alcun software sul computer o smartphone è sufficiente andare sul sito del Notariato e caricare il file.
Si ottiene un dettagliato report sulla firma ed è possibile scaricare il documento originale e tutti i certificati utilizzati per le firme digitali.

Installando software sul proprio computer o smartphone si può controllare la firma più comodamente (spesso basta un semplice doppio click) e più rapidamente. I principali software per firma digitale e verifica sono:





Il software Adobe Reader consente di firmare e verificare file PDF con firma PaDES: https://get.adobe.com/it/reader

La Commissione Europea, per favorire l’armonizzazione ed il riconoscimento delle firme tra i diversi stati membri, ha in atto un progetto di sistemi di firma e verifica:


martedì 18 aprile 2017

La tempesta: quando scade la chiavetta di firma digitale


La chiavetta di firma digitale ha una scadenza, o meglio, i certificati ivi contenuti hanno una scadenza, che solitamente è di tre anni dall’attivazione. Preciso che la cosiddetta chiavetta, anche detta “token”, contiene al suo interno due certificati digitali: uno di autenticazione, che consente di accedere alla consultazione dei fascicoli, ed uno di firma digitale, che permette di sottoscrivere sia gli atti che la busta di deposito telematico.
La chiavetta di firma è quindi necessaria per accedere alla consultazione dei fascicoli, ed è indispensabile sia nell’ambito civile che amministrativo che tributario.
Dopo la scadenza la chiavetta diventa inservibile, ovvero, di fatto non è più possibile operare in ambito giudiziario.
Preciso che la Posta Elettronica Certificata è del tutto indipendente dalla firma digitale, per cui si continueranno a ricevere le comunicazioni di cancelleria anche a certificati scaduti.

Conoscere la scadenza

In Consolle Avvocato:
Accedere al menu “Configurazione” (ultima icona in basso nella colonna di sinistra), sezione “Certificati e smartcard”. Cliccare il tasto “verifica pin”, digitare il pin (il codice segreto numerico di otto cifre) quando richiesto.
Si aprirà una finestra riportante la data di scadenza dei certificati.

In alternativa si potrà utilizzare il software fornito dal produttore della chiavetta, secondo procedure variabili in base allo stesso.

In prossimità della scadenza dei certificati viene, di prassi, inviata una email di preavviso dall’ente erogatore all’indirizzo email comunicato al momento della sottoscrizione del contratto. Pertanto, nel caso l’indirizzo venga variato, è opportuno comunicare l’aggiornamento al fornitore.
Una volta nota la data di scadenza, consiglio caldamente di annotarla in agenda.

Solitamente è possibile rinnovare online, per un numero limitato di volte, i certificati di autenticazione e firma entro la data di scadenza. La procedura da seguire è fornita dall’ente erogatore. Superata la data di scadenza non è più possibile procedere al rinnovo dei certificati esistenti e si deve acquistare un nuovo supporto.

Come in mare: due di tutto

Chiedete ad un esperto navigatore: occorre il doppio di ogni cosa indispensabile. Anche nel caso della chiavetta di firma digitale è utile avere un secondo dispositivo, meglio se con date di scadenza differite, per avere una alternativa nel caso in cui la prima si guasti, vada persa, scada ecc.
Una seconda chiavetta può essere richiesta indipendentemente dalla prima all’ente convenzionato con il proprio Ordine, alla camera di commercio, ad enti privati autorizzati e a loro agenti.

Un’alternativa diffusa per garantire ridondanza è quella in cui due o più avvocati, ciascuno dotato di una propria chiavetta, sono co-delegati con firma disgiunta.

martedì 4 aprile 2017

Elogio della firma PAdES: non solo per il Processo Amministrativo Telematico


Nell'ambito del Processo Civile Telematico siamo ormai abituati all’utilizzo della firma digitale di tipo CAdES (con la C iniziale), quella che produce file di tipo .P7M per intenderci.
Non tutti sanno che sono ammessi in Italia diversi tipi di firma digitale, tra cui CAdES e PAdES ed entrambe sono parimenti utilizzabili nell’ambito civile e del PCT (CAD D.L.G.S. 82/05 e delibera CNIPA n.45/2009).

Diversamente, per normativa speciale, nel Processo Amministrativo Telematico (PAT) è imposto (Art.6 c.4 allegato al DPCM 40/2016) l’impiego della firma digitale di tipo PAdES, ed esiste giurisprudenza sfavorevole all’utilizzo della firma CAdES nel PAT (TAR Basilicata sezione I sentenza n. 160/17 del 14/2/17). Giusto per complicare le cose, nel processo Tributario telematico è invece ammessa la sola firma CAdES (si deduce all’art. 10 del decreto Min. E.F. del 4 agosto 2015)



CAdES PAdES
Processo Civile Telematico Ammessa Ammessa
Processo Amministrativo Telematico Non ammessa Unica ammessa
Processo Tributario Telematico Unica ammessa Non ammessa

Approfondimento sul sistema PAdES

La firma digitale di tipo PAdES è prevista specificamente dal protocollo PDF. La P iniziale infatti sta per PDF.
Questa modalità di firma ha il praticissimo vantaggio di non richiedere software aggiuntivi (esempi sono Dike ed Aruba Sign) sia per l’applicazione della firma che per la successiva verifica ed apertura del file, essendo sufficiente il solo Adobe Reader (Versione 11 o DC). Ha il limite di essere applicabile ai soli documenti in formato PDF, ma ciò non costituisce un problema nella maggior parte dei casi.

Tabella comparativa tra i due formati di firma


File firmabili Formato del file firmato Software richiesto per apporre la firma Software richiesto per la lettura e verifica Possibilità di apporre un simbolo grafico di firma Possibilità di apporre firme multiple Conservazione delle singole versioni di firmate
PADES Solo formato PDF .pdf Adobe Reader o, in alternativa, software di firma digitale Adobe Reader 11 o DC* SI SI SI
CADES Qualunque tipo di file .xxx.p7m
(xxx è il formato del file originale)
Software di firma digitale Software di firma digitale e software per aprire il file NO SI NO
* il PDF firmato può essere visualizzato con qualunque visualizzatore PDF ma potrebbe non essere mostrata e/o verificata la validità della firma.

Copertina del libro Guida pratica alla firma digitale
Mio libro sulla firma digitale

Elogio del PAdES

Perché non utilizzare di preferenza la firma PadES, anche laddove abitualmente neppure viene firmato il documenti trasmesso?
Esempi di utilizzo:
-allegati alla normale corrispondenza email
-scritture private
-istanze di ammissione al passivo
-autentica di copie scansionate
-notifiche in proprio PEC

Immaginiamo l’efficacia di far pervenire ai clienti e controparti una lettera PDF così firmata, con evidente il logo o coccarda laddove classicamente si troverebbe la firma a mani. Il destinatario vedrà immediatamente il file senza dover installare a software specifici ma nel contempo il documento è validamente sottoscritto.
Il mittente potrà così evitare di allegare copia di cortesia dello stesso file non firmato, se abitualmente opera così.

Per apporre la firma PAdES si può utilizzare il software Adobe Reader verificando che questo sia configurato in modo opportuno per l'uso della firma digitale la propria chiavetta.

Equivalenza secondo Cassazione


La Corte di Cassazione si è pronunciata a S.U. per dichiarare le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni e devono essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna.
http://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/it/c_dettaglio_sentenze.page?contentId=SZC21090

mercoledì 1 marzo 2017

Aggiornamenti e considerazioni relativi al Processo Amministrativo Telematico.


Modelli aggiornati

Dal 26 febbraio sono disponibili sul sito giustizia-amministrativa.it nuove versioni dei modelli di deposito.
È buona prassi, in occasione di ogni deposito, ri-scaricare dal sito il modello necessario, poiché versioni obsolete, magari scaricate in precedenza sul proprio computer, non sono ammesse ed invaliderebbero il deposito.

Notifica amministrativa con firma CAdES: inesistente

Sentenza n. 160/17 del 14 febbraio 2017 del TAR Basilicata.
Viene accolta l’eccezione di inesistenza di una notifica PEC in cui la relata è stata firmata impiegando lo standard di firma digitale CAdES (quello, per intenderci, che genera file p7m, ampiamente utilizzato in ambito civile e normato dal CAD).
Le norme speciali sul Processo Amministrativo ammettono, per il deposito telematico, la sola modalità di firma PAdES (dpcm n. 40/2016 art. 6).
Il formato PAdES non altera l’estensione del file, che rimane PDF; tale file può essere aperto con i normali visualizzatori PDF senza necessità di installare software di firma digitale.

Attestazione di conformità

Per esperienza raccolta segnalo che le cancellerie amministrative pongono particolare attenzione all’attestazione di conformità apposta sulla scansione di atti depositati.
Scansioni di notifiche cartacee, di procure, di eventuali scansioni di sentenze impugnate ecc. devono sempre essere dichiarate conformi mediante apposizione di formula e sottoscrizione digitale (ovviamente PAdES).

Firma del modulo di deposito estesa ai documenti contenuti

I depositi PAT avvengono mediate l’invio di un unico file PDF contenente al suo interno tutti gli atti ed i documenti da depositare.
Nonostante il dpcm 40/2016 art. 6 c. 5 estenda la validità della firma digitale apposta al modulo di deposito a tutti i file in esso contenuti, ho constatato che è prudenziale firmare individualmente anche i singoli file PDF prima di incorporarli nel modulo, per evitare successive richieste di integrazione da parte delle cancellerie. Mi riferisco naturalmente ai file che per loro natura richiedono di essere sottoscritti e/o resi conformi.